Salone WorldWide Moscow

DESIGN E DINTORNI

Achille Castiglioni: “If you are not curious,
forget it!”

Negozio FLOS, Corso Monforte 9, Milano
in occasione del Salone del Mobile 2018
 

Vetrina e riedizioni per commemorare il centenario della nascita di Achille Castiglioni


Allestimento: Calvi Brambilla 
In collaborazione con Fondazione Achille Castiglioni
 

Achille Castiglioni non è stato soltanto uno dei grandi geni del design italiano, ma anche un uomo dotato di una forte carica comunicativa, di una fisiognomica e di un comportamento senza uguali: dalla sigaretta sempre all’angolo della bocca (o comunque accesa tra le dita), alle grandi mani sui fianchi, leggermente curvo di schiena, quando, in età ormai matura, si poneva “in osservazione”. Così lo immortalò Luciano Soave in una celeberrima sequenza fotografica preparata per l’antologica di Vienna, nel 1984 (e montata da Pierluigi Cerri in un manifesto perfetto). Così lo ricordiamo tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo. 


Da quelle immagini e dall’abitudine che, ben presto, lo stesso Achille aveva preso di ritagliarle e usare “un se stesso omino” (da lui chiamato “Achillino”) come elemento di scala, irriverente “modulor” nelle maquette degli allestimenti, parte il raffinato progetto di vetrina ideato da Fabio Calvi e Paolo Brambilla: un alveare di piccole scatole a parallelepipedo (quasi un insediamento architettonico ad alta densità) viene abitato dal nostro Achille in posa alternativamente scettica, interrogativa, dubitativa, assertiva di fronte alle lampade, progettate assieme all’indimenticabile fratello Pier Giacomo, fino al 1968, e quindi da solo, naturalmente per Flos.
 
Ancora legato a un gesto imprevedibile, ma tipico di Achille, il secondo omaggio Flos 2018 ovvero la riedizione della lampada “Ventosa”: semplicemente una lampadina dotata di ventosa che, nata nel 1962 per illuminare una vetrina, era tra gli oggetti paradigmatici che Castiglioni usava durante le sue conferenze: estrattola all’improvviso da una scatola di cartone piena di tesori posta ai suoi piedi, se la fissava con forza, appunto grazie alla ventosa, sulla fronte trasformandosi, in un batter d’occhio, in un minatore d’altri tempi o piuttosto in un “uomo luminoso” (quale realmente era!). 

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