Salone WorldWide Moscow

FOCUS

Considerazioni dal Salone del Mobile.Milano 2018

Chi si aspettasse una risposta chiara e univoca alla domanda “quale tendenza progettuale si è dimostrata vincente durante la 57a edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano?” non potrà che rimanere sorpreso. Non possiamo infatti definire un’unica tendenza, ma molte, diverse, linee progettuali. Si potrebbe azzardare dicendo che la mancanza di una tendenza definita vada ormai considerata, con un voluto gioco di parole, la tendenza principale. Numerosi e variegati quindi i percorsi estetici 2018, dall’organicismo al ritorno del classico, dalla ricerca di purezza a quella di fantasy, e, all’interno di ciascun filone, possiamo verificare la presenza di designer provenienti dai contesti culturali e geografici più diversi.

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_01_SMI_Kartell_AR_004.jpg

Pur sottolineando quindi questa assenza di unidirezionalità è tuttavia possibile evidenziare alcuni elementi comuni a tutte le tendenze in atto, in primis il recupero delle emozioni, la riscoperta del valore narrativo degli oggetti, della loro capacità di creare un’atmosfera e di vivere assieme in uno spazio che è visto come un cabinet de merveilles, come lo scrigno di un collezionista. Raro, infatti, il riferimento al cosiddetto white-cube, sostituito piuttosto da “stanze” sature di colori nelle palette dei rosa/rossi e in quelle dei grigi/petrolio. Mobili, lampade, oggetti necessariamente si adattano a questo mood, “scaldando” la loro immagine con legni sofisticati, finiture preziose, tessuti avvolgenti e soprattutto una tattilità molto particolare. Gli arredi 2018 vogliono essere accarezzati, con l’occhio, ma anche con la mano. Non sono presenze neutre, piuttosto simulacri parlanti, capaci di esplicitare le nostre idee e le nostre passioni, raccontandole.

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_02_SMI_Slide_AR_002.jpg

Ciò avviene, in modo evidente, per quanto concerne la sensuale tendenza organica, in netta ripresa in molti ambiti, dall’imbottito all’oggettistica, passando per le sedute, e che postula un riferimento formale naturalistico e quindi assolutamente anti-geometrico. Ma anche i progetti che si rifanno a un più composto classicismo cercano dettagli raccordati e sinuosi, sui quali far scorrere con piacere la mano. Ecco, allora, che numerosi sono i prodotti connotati dall’uso di cuoio, marmo, ottone o metalli bruniti, lavorati con perizia per giungere a dettagli di tipo “sartoriale” e segnati da frequenti e inediti accostamenti dei materiali di cui sopra.

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_03_SMI_Dante_AR_000.jpg

Citato un innegabile ritorno al classico, breve è il passo che ci porta a parlare di un trend sempre più diffuso e condiviso: quello delle riedizioni. I grandi pezzi del passato vengono cercati, studiati e riproposti, usualmente con notevole cura filologica. In questo meccanismo, oltre all’evidente connotato nostalgico, oltre al riconoscimento di un’eccezionale eleganza di disegno, gioca, per i compratori, la garanzia di un investimento destinato a  durare nel tempo. Possiamo notare come la ricerca di “icone” si sia allargata dall’Italia a contesti geografici remoti come il Brasile, ma di certo l’estetica predominate è quella scandinava. 

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_04_TEN_CarlHansen-amp-Son_SocietyTable_DR_003.jpg

Oltre che per un preciso apprezzamento estetico, questi pezzi iconici vengono riscoperti per le loro dimensioni ridotte, tipiche degli anni e dei contesti in cui furono disegnati, capaci quindi di rifiutare il “gigantismo” contemporaneo, tornando a parlare un linguaggio più domestico e più consono alle misure reali degli ambienti. Ma, generalizzando, si può affermare che a un certo ridimensionamento volumetrico tendono tuttavia anche i più capaci designer di oggi. Oggetti di dimensioni ridotte diventano infatti più facilmente protagonisti di quell’estetica cosy, oggi vincente, che vede l’affermarsi di ambientazioni accoglienti e mai “over”.

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_05_XLX_FratelliBoffi_DR_005.jpg

Tale approccio “riduzionista” porta con sé un’interessante e inedita femminilizzazione del progetto. Sempre che abbia senso distinguere il gender nelle attività creative, bisogna rilevare come, al Salone 2018, le designer donna, affermate o emergenti che fossero, sono state assolutamente vincenti, sia in termini statistici che qualitativi.

Passando a un altro filone, il fantasy è, senza dubbio alcuno, una tendenza oggi chiaramente distinguibile. Giustificato da fenomeni paralleli al design, quali la moda o il cinema, si esplicita particolarmente nelle ceramiche, mostruose o principesche, buffe o allusive. I tessuti, i tappeti e soprattutto i wallpaper non sono però da meno, recuperando contemporaneamente batik africani e stampe settecentesche, figure di uccelli esotici, draghi e cavalieri medioevali. A ciò si aggiunge un uso smodato di lunghissime frange, indifferentemente di seta, di raffia o di rayon.

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_06_SCA_Bosa_AR_011.jpg

Ecco allora che kitsch è un altro termine utile per raccontare un fenomeno chiaramente visibile al Salone: ormai sdoganato da qualsiasi connotato negativo (ci aveva d’altronde già pensato Gillo Dorfles, nel 1968, ma, a maggior ragione così è oggi, dopo la rivoluzione di Alessandro Michele per Gucci), il kitsch annovera oggetti super ricercati e finiture scintillanti: quindi, innanzitutto, il glittering, e poi l’oro, con tutti suoi derivati: dorato, similoro, ottonato. Oro è davvero una parola che è tornata a risuonare fortemente nel mondo dell’arredo.

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_07_XLX_Lenzi_DR_001.jpg

Bisogna riconoscere che esiste un minimo comun denominatore, estremamente positivo, che accomuna tutte queste “spinte narrative” ed è la riscoperta di tecniche e saperi artigianali ormai in via di estinzione. L’odierno approccio progettuale, massimalista, richiede infatti una grande qualità di dettagli, finiture, lavorazioni giungendo al recupero, ove possibile, di antichi know how. Naturalmente, come avviene per tutti i trend dominanti, questa forte spinta narrativa, che si declini nei termini della storia, del fantasy o del kitsch, porta con sé una reazione uguale e contraria. Non sono mancate quindi, in questa edizione 2018, le proposte contraddistinte da un minimalismo esasperato, segnate da un voluto e profondo silenzio linguistico.
Sarà già l’ora di un ritorno? Quel minimal che è recentemente uscito dalla porta del progetto è forse già pronto a rientrare dalla finestra?

18_F_Considerazioni-dal-Salone-2018_08_TEN_SMI_Arper_Kiik_AR_002.jpg