Livingscape

Trend research: Nomadic House.
Mobile Living

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In un mondo dinamico e mutevole, altrettanto veloci e frequenti sono i passaggi delle persone tra spazi e tempi esperienziali diversi. La ripresa di alcuni tratti tipici della nomadicità, quali spostamento, cambiamento, ricerca e scoperta, è coerente con le società instabili e in continuo mutamento in cui gli individui oggi vivono, lavorano e consumano.

Individui e comunità sempre più “fluttuanti” che necessitano di soluzioni facilmente “impacchettabili” e trasportabili a partire dagli arredi per arrivare fino alla casa stessa.

In questo contesto, architetti e interior designer sfidano il confine tra provvisorietà e permanenza, tra immobilità e mobilità, ideando strutture e mobilio che all’irrinunciabile comfort abbinano la facilità di essere montati e smontati e trasportati con il minimo impiego di tempo e risorse.

A trasformarsi non è solo il modo di abitare la casa, ma il concetto stesso di edilizia residenziale. Nascono così unità abitative modulari e mobili, che ridisegnano i paesaggi in cui si innestano, arredi e interni portatili e spostabili che rispondono al bisogno di dislocazione e cambiamento. Progetti - low-cost in molti casi - versatili e sostenibili, che camminano con piede leggero sul pianeta che ci ospita.

 “Our philosophy is simple, we only make furniture that lasts. To that end, our parts need to be durable and transportable, because who knows where you are going to be five or ten years from now? It’s furniture that will stick with you, no matter where your next adventure takes you”. Questa è una delle dichiarazioni di intenti che si leggono sul sito di Greycork, un neonato marchio americano che si prefigge di re-immaginare il concetto stesso di arredo.

La collezione comprende un divano, una chaise-longue, un tavolo, una libreria e un tavolino da caffè realizzati in materiali di alta qualità e fatti per resistere a molteplici spostamenti. Ma non solo, perché tutti i pezzi della collezione sono pensati per essere impacchettati in scatole sottilissime e montati e smontati in poche mosse, senza il ricorso a attrezzi e strumentazioni. 

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Kasita è una soluzione abitativa mobile sviluppata da uno studio di Austin in risposta alle esigenze di studenti, giovani professionisti o di chi non può permettersi gli affitti e i costi delle grandi città. Il concept consiste nella messa a punto di singoli moduli che possono essere combinati e impilati in una struttura a griglia, fino a raggiungere un’altezza di 10 livelli.

Ogni modulo è una micro-casa di 30 mq circa costituita da un parallelepipedo in metallo dotato di una propaggine aggettante in vetro. Le pareti interne sono studiate per accogliere configurazioni variabili di mensole e porta-oggetti e lo spazio è provvisto di tutti i comfort, da un letto a due piazze a una cucina super-accessoriata e comprende tutte le dotazioni tecnologiche smart di ultima generazione: i termostati intelligenti Nest, un sistema wireless di illuminazione a LED e i vetri delle finestre si opacizzano al variare dell’intensità della luce esterna. Tutte le funzionalità, inoltre, sono controllabili tramite un’app per smartphone.

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I moduli possono essere impiantati non solo in modalità temporanea ovunque ce ne sia la necessità, ma anche nei lotti considerati non edificabili o in quelli lasciati liberi tra una riqualificazione urbana e l’altra.

Lo Studio OBA di base ad Amsterdam ha ideato una soluzione innovativa per far fronte all’impermanenza che contraddistingue la vita e le relazioni di un numero sempre maggiore di persone. Partendo dalla constatazione del crescente numero di divorzi nelle società occidentali e in alcuni Paesi europei in particolare, lo studio ha realizzato il prototipo di un modulo abitativo composto di due parti che all’occorrenza possono separarsi e “vivere” autonomamente.

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Il progetto trae ispirazione dalle molte case galleggianti presenti nei canali della città. Perché non creare, quindi, due strutture indipendenti che possano fungere da abitazione di una coppia se accorpate e galleggiare liberamente grazie a un semplice meccanismo di sbloccaggio se il connubio non va a buon fine?

Fibra di carbonio e legno assicurano la leggerezza della struttura portante e nella visione dei progettisti i singoli moduli potrebbero unirsi ad altri allo sbocciare di una nuova relazione. Il team prevede di prendere i primi ordini all’inizio del 2017.