Livingscape

Trend research: Phygital House
L’abitare iperconnesso&intelligente

[…] I think this is the shape of things to come: invisible design, where things magically happen around me.

(Yves Béhar, Designer)


Boon Sheridan, residente a Holyoke, Massachusetts, lo scorso luglio 2016 ha cominciato a notare uno strano assembramento di persone intorno a casa sua, un’ex chiesa sconsacrata. Ma non si trattava di un pellegrinaggio di fedeli e Boon ci ha messo qualche istante a realizzare che la “sua” casa per qualcuno era diventata una palestra di Pokémon, gli animaletti del famoso videogame che appunto, da qualche mese a questa parte, ha invaso la realtà fisica nella versione per smartphone Pokémon Go, facendo esplodere un fenomeno globale e trasformando la Realtà Aumentata in uno strumento alla portata di tutti.  

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L’idea che quello che consideriamo il nostro domicilio possa, in un mondo simulato, assumere significati diversi per persone altre da noi ha in sé un forte potere visionario ma forse non è un caso che proprio un’abitazione venga a trovarsi alla cruciale intersezione tra reale e virtuale. La dimensione phygital – il neologismo che nasce dall’unione delle parole physic e digital – è una condizione che caratterizza l’ecosistema digitale in cui oggi le persone vivono e consumano e la casa ne è parte integrante.

L’introduzione progressiva della virtualità e il sempre più costante stato di connessione stanno trasformando la casa in uno spazio attraversato da flussi di relazioni e informazioni che la abitano tanto quanto chi ci vive fisicamente, “aprendola” all’interazione virtuale con l’esterno quasi fosse un frammento di una iperabitazione globale in cui dimorano milioni di persone.

Sebbene di domotica si parli ormai da molti anni è solo di recente, infatti, che si cominciano a vedere le ricadute tangibili dell’applicazione delle nuove tecnologie – e dell’Internet of Things in particolare – negli spazi abitativi. L’ambiente domestico e gli oggetti che lo popolano, dagli elettrodomestici agli arredi, si prestano, infatti, efficacemente a diventare i nuovi ponti tra mondo fisico e mondo digitale rendendo più “intelligente” e fluida la gestione e l’organizzazione dell’abitare, in tutti i suoi aspetti.

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Progettato dal designer Yves Béhar, August Home Access System, solo per fare un esempio tra molti, è un sistema che rivoluziona il modo in cui le persone interagiscono con la propria casa. Una volta installato, funziona come una sorta di portineria digitale che, attraverso lo smartphone, non solo permette di aprire e chiudere la porta da remoto ma crea delle chiavi virtuali per permettere a parenti, amici o all’addetto alle consegne di entrare in casa quando nessuno può aprire. Utilizzando la telecamera unidirezionale, inoltre, si può fisicamente vedere, da ovunque e in tempo reale, chi suona il campanello ed, eventualmente, decidere di aprire. Oppure, senza bisogno di usare alcun device, si può fornire alle persone di fiducia un codice univoco di accesso. E una notifica comunicherà chi entra e chi esce. "It's where the future of technology and the home come together", dice Béhar.

In questo nuovo scenario domestico il design tesse una rete invisibile che interconnette le dimensioni on e offline in un continuum esperienziale senza soluzione di continuità. Una rete seamless, senza cuciture, che trasforma lo spazio abitativo in un ecosistema dinamico e pensante, in grado di apprendere e rispondere ai desideri di chi ci vive in modo quasi “magico”.

Tre sono le declinazioni che questo macro-trend assume nel concreto e sono rappresentate dai micro-trend: Instant Need Design, Smart Objects e Augmented Design.