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Trend Research: Eco-Conscious Home - Upcycled Materials

Il connubio tra riciclo e design nasce da una sempre maggiore consapevolezza che materiali o oggetti destinati a diventare spazzatura possano essere recuperati per creare qualcosa di completamente nuovo.

Lucirmás è uno studio di Barcellona fondato dalla designer italiana Lucia Bruni che ha fatto propria la pratica dell’upcycling attraverso cui, utilizzando tecniche tradizionali di manifattura a mano, trasforma le bottiglie di vetro in oggetti per la casa durevoli e funzionali.

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In questo modo le bottiglie che normalmente finirebbero nel cassonetto dei rifiuti diventano la preziosa risorsa per la realizzazione di lampade e di originali accessori per la tavola. LaFlor Lamp è una lampada a sospensione che combina una bottiglia a un paralume in rame fatto su misura mentre Dama Lamp è un punto luce da tavolo che nasce dal riutilizzo di una comune caraffa da 5 litri poggiata su una base di legno proveniente da foreste sostenibili e anch’essa lavorata a mano da artigiani locali.

Nelle mani del designer coreano/neozelandese di base a Eindhoven Woojai Lee la carta dei giornali diventa una nuova materia da plasmare. Ridotta in polpa e mescolata alla colla si trasforma in un materiale molto più resistente di quanto la carta più volte riciclata non sia e può essere utilizzata sia per realizzare arredi che strutture costruttive.

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A partire da questi elementi modulari Woojai ha dato vita a due serie di sgabelli, panchette e tavolini da caffè che esaltano le differenti caratteristiche che può avere la carta. Nella serie Pallet ne mette in evidenza la solidità e la geometricità mentre in quella Sculpt fa dialogare la regolarità e la levigatezza della seduta con l’aspetto grezzo e organico delle gambe. La stessa texture ha in sé questa duplice valenza, rimandando visivamente a una consistenza marmorea ma rivelandosi soffice e morbida al tatto.

La differenza di trattamento della superficie passa attraverso differenti tecniche di lavorazione che vanno dall’utilizzo di stampi per gli elementi “rigidi” alla modellazione a mano di quelli plastici e irregolari. 

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La manioca è una delle coltivazioni più diffuse in Tailandia tanto che in alcuni periodi dell’anno genera grosse quantità di rifiuti e inquinamento. Il designer Anon Pariot ha intravisto nel problema l’opportunità di dare un valore estetico e simbolico a questa materia prima evitando che venga sprecata. È così che nasce Penta, una collezione di lampade costruite a partire da un modulo pentagonale che, non solo ricorda la foglia di manioca, ma conferisce la giusta resistenza alla struttura. Il materiale viene pressato sottovuoto in modo da rendere le fibre vegetali solide e rigide e allo stesso tempo translucide. In questo modo i componenti risultano non solo estremamente leggeri ma anche adatti a creare una piacevole illuminazione, prestandosi a molteplici usi. Altra caratteristica eco-friendly è che il materiale così ottenuto è al 100% riciclabile e non rilascia sostanze chimiche nell’ambiente, così come ogni pezzo difettoso può essere riutilizzato e inglobato in un’altra lampada.

Ogni anno in Europa vengono abbattuti 600 milioni di pini per ricavarne legname. Quello che ha attirato l’attenzione della giovane laureata alla Design Academy di Eindhoven Tamara Orjola è che, al di là del legno impiegato nella produzione industriale, gli aghi – che rappresentano circa il 20-30% della massa dell’albero – vengono trattati come rifiuti.

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Forest Wool, la sua collezione che comprende due sgabelli e un tappeto, nasce proprio dal riutilizzo degli aghi – sminuzzati, messi in ammollo e pressati – e trasformati in tessuto, composto e carta. Il processo permette, inoltre, l’estrazione degli oli essenziali e della tintura che possono a loro volta essere utilizzati. Il loro sofisticato aspetto, contraddistinto da una superficie solcata da linee che richiamano la forma dell’ago, è la testimonianza del potenziale nascosto in un materiale ecologico e delle possibilità che nascono facendo rivivere ciò che la produzione di massa dismette.