Talks

Gavin Munro

Designer

“It’s funny really the more respectful we are of the natural world the easier and rather helpfully the faster this project becomes. Each time we ask a little less of nature it seems to give a little more”.


talks_Munro_00.jpg

Un designer che fa incontrare natura e artigianato, sensibilità ambientale e passione per il design: si può riassumere così il lavoro di Gavin Munro che, con il suo Full Grown, cresce e modella giovani alberi e utilizzando stampi di plastica appositamente progettati dà loro – con il ricorso all’innesto e alla potatura – la forma di oggetti di arredo. Ciascun oggetto è, quindi, in qualche modo unico e irrepetibile e allo stesso tempo realizzato in piena armonia con la natura.

Munro e il suo gruppo di lavoro hanno già coltivato, in un campo nel Derbyshire, diversi prototipi e prevedono per il 2017 un raccolto di circa 400 pezzi tra tavoli, sedie e lampadari, già tutti venduti online.

Sull’onda della tecnica messa a punto per Full Grown, Munro ha collaborato, inoltre, con Marteen Baas e il Groninger Museum al suggestivo progetto Tree Trunk Chair – presentato al Fuorisalone del 2016: una sedia-tronco pensata per viaggiare nel tempo. Nel giardino del museo, infatti, è stato piantato un albero che per 200 anni crescerà conservando all’interno del proprio tronco lo stampo di una seduta, la pianta si svilupperà e solo al termine della data stabilita – fra due secoli – lo stampo verrà rimosso e la sedia svelata, come una sorta di messaggio in bottiglia proveniente da un passato lontano.

Il tuo lavoro è inscindibile dall’approccio ecologico al design, ci racconti qual è stata la scintilla da cui ha preso il via Full Grown?

Il primo seme l’ho piantato quando ero ragazzo, giocando in giardino; notai che un albero di bonsai incolto aveva le sembianze di una sedia. Credo che questo sia stato l'inizio di un amore di lungo termine per la forma e l’individuazione di modelli.

Pochi anni dopo, avendo subito diverse operazioni alla spina dorsale, durante i lunghi periodi di permanenza in ospedale, alcuni proprio in un ospedale costruito in un bosco, ho avuto tanto tempo per pensare. Dalle grandi finestre osservavo ciò che succedeva fuori riflettendo sulla bellezza del bosco e sulla gentilezza e competenza del personale ospedaliero in un momento per me particolarmente sensibile.

Sembrava ci fossero legami fisici e sociali ben definiti tra il mondo naturale e la comunità di un reparto ospedaliero ben funzionante e quando poi ho iniziato a studiare design all'università, in me si era già sviluppato il forte interesse di capire che cosa desideriamo dagli oggetti per le nostre case e il lavoro. E se da un lato l’assunto che la forma segue la funzione è perfettamente valido, dall’altro mi sembrava utile prendere tempo per esaminare la funzione: abbiamo davvero bisogno di questo oggetto per una vita dignitosa? Quale effetto ha poi sulle persone che lo hanno costruito? E sulla natura da cui sono stati ricavati i materiali per realizzarlo?

Come sta procedendo “il raccolto” di tavoli, sedie e lampade? E quali saranno le prossime tappe del progetto?

Sono giorni emozionanti per la “raccolta”: abbiamo appena finito la prima edizione delle lampade a sospensione che stiamo esportando in tutto il mondo. Ci sono anche i primi pezzi campione della collezione 2007 pronti per essere levigati e alcuni primi modelli – ancora troppo sottili per sedersi – ma cresciuti abbastanza per poter essere esposti in musei e mostre. I prossimi passi sono il perfezionare i nostri disegni e crearne di nuovi per la crescita di questa stagione. Torneremo quindi sul terreno a potare gli alberi e a fare un po’ di giardinaggio!

L’immagine illustra la piantumazione nelle aziende agricole dedicate. Abbiamo avviato anche rapporti in Germania per ipotizzare la nostra prima azienda satellite in Europa.

La raccolta fondi su Kickstarter a sostegno di Full Grown è andata molto bene. Ti aspettavi un successo simile? Credi che il crowdfounding possa ridefinire il rapporto designer-pubblico, assegnando a quest’ultimo un ruolo più attivo?

Sono ancora un po’ sorpreso da tutto. È stato bello vedere quanta gente è rimasta coinvolta dal progetto e dal nostro desiderio di uno stretto rapporto con la natura. Ora stiamo cercando di alimentare col crowdfunding la nostra prima azienda dedicata al design. Certamente sembra che il crowdfunding sia uno strumento utile per creare una relazione più diretta e amichevole tra i progettisti e il pubblico. Il feedback è stato molto buono per porre realmente l’attenzione sulla differenza tra ciò che secondo la gente è di valore e quello su cui è disposta a investire il proprio denaro.

Come designer e come artigiano, come è cambiato il tuo modo di progettare, dovendoti rapportare ai tempi necessariamente lenti della natura? E ciò come ti ha influenzato come persona?

È davvero divertente ─ più siamo rispettosi della natura più facilmente e ─ piuttosto utilmente ─ un progetto avanza veloce. Ogni volta che chiediamo alla natura un po’ di meno, sembra dare un po' di più.

Personalmente, questo mi fa sentire connesso e grato – non importa quanto abbiamo raggiunto come specie, siamo in realtà profondamente dipendenti da 6 pollici di buona terra e dalla pioggia. C’è un certo piacere nell’avere l’opportunità di essere così vicini alla terra e un certo orrore nel constatare quanto stiamo danneggiando inutilmente la natura che ci sostiene.

Ti piacerebbe mettere la tua competenza a disposizione di qualche grande azienda o preferisci pensarti come un battitore libero?

Saremmo felici di lavorare con le aziende giuste – l'obiettivo è condividere e diffondere questo concetto e farlo conoscere. Da subito abbiamo sviluppato una cultura di collaborazione con una squadra di lavoro solida che si è evoluta negli anni e che ha rappresentato fin dall’inizio la spina dorsale di Full Grown.

Come pensi che evolverà il mondo del design in relazione alle istanze sempre più presenti e pressanti della sostenibilità. Cosa è già cambiato e cosa cambierà ancora?

Nel clima attuale, spero davvero che non torneremo nuovamente a progettare asce di pietra! Non potremo fare affidamento su oli, materiali e manodopera a poco prezzo per troppo tempo. La grande sfida sarà affrontare la disparità e il costo effettivo dei nostri stili di vita.

Mi sembra che abbiamo appena iniziato ad andare oltre il concetto di una sostenibilità ambientale solo di facciata. Ripongo molta fiducia nel fatto che il design dimostri capacità creativa per affrontare il cambiamento ambientale: è solo questione di riuscire a evolvere abbastanza rapidamente. È abbastanza difficile prendere in considerazione tutti i fattori della sostenibilità, perché le nostre vite non sono state create realmente per questo e le modifiche necessarie sembrano difficili. Sto cominciando a pensare che uno dei fattori principali sia proprio il tempo. Non ne abbiamo abbastanza e, in più, basta acquistare oggetti per compensare questa mancanza. Mi piacerebbe una settimana di 3-4 giorni!

Quello che bisognerebbe davvero cambiare è la nostra economia basata sulla crescita e considerare piuttosto quanto le nostre vite siano realmente di qualità. In fatto di design, iniziare a produrre meno ma meglio ...

Dal lato, invece, dei consumatori cosa è mutato? Nella tua esperienza cosa si aspettano dal design e come hanno assimilato il pensiero sostenibile nel rapporto con la casa?

Penso che, come consumatori, ci sia molta più scelta e consapevolezza. Stiamo cominciando a capire che in realtà non paghiamo il prezzo giusto per le cose che consumiamo. Il cibo e l'abbigliamento sono i migliori esempi in termini di consapevolezza delle effettive conseguenze di ciò che acquistiamo: basti pensare per esempio allo sfruttamento della mano d’opera, ai fertilizzanti chimici, all’uso eccessivo delle materiale plastiche a base di petrolio o ai rifiuti degli imballaggi.

Qual è, invece, il tuo di rapporto con la casa? C’è uno spazio domestico che consideri la tua comfort zone?

Fortunatamente siamo fortunati a vivere in una piccola comunità dove tutta la città si sente un ambiente sicuro. Mi piace molto la mia casa anche se sono predisposto a isolarmi – al momento è particolarmente confortante ascoltare la pioggia sulle finestre e lo schioppiettio del fuoco con il nostro bel levriero (un whippet) felicemente acciambellato lì davanti.

Ci descrivi il tuo luogo di lavoro? Com’è organizzato, cosa non può mancare, cosa ti aiuta a trovare la concentrazione.

Il nostro luogo di lavoro sembra un crocevia tra frutteti, vigneti e uno studio di scultura: ecco dove entra in gioco la vera bellezza. L'anno scorso abbiamo avuto la nostra prima famiglia di uccelli annidata in una delle sculture. Quello che è indispensabile sono buone cesoie e il nostro team di grandi osservatori. L'abilità principale sta nell’essere lì al momento giusto per modellare e dare forma a ogni ramo. In termini di concentrazione è un alternarsi tra paura e amore. Entrambi sono certamente una grande concentrazione per la mente.

C’è un oggetto della tua casa o del tuo studio da cui non ti separeresti mai?

Non saprei: ho dei coltelli da cucina meravigliosi e una ciotola del nostro matrimonio che sarei triste di perdere, ma penso che quello che non potrei sopportare di perdere veramente è la gente meravigliosa intorno a me.

Che futuro sogni per Full Grown da qui ai prossimi anni?

Il nostro sogno per i prossimi anni è un mix tra diffondere l'idea, raffinare le nostre tecniche, sviluppare la nostra eccellente squadra e creare la prima grande azienda di mobili su larga scala.

 

  • talks_Munro_01.jpg
  • talks_Munro_02.jpg
  • talks_Munro_03.jpg
  • talks_Munro_04.jpg
  • talks_Munro_05.jpg