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Barnaba Fornasetti

Artista, creativo, designer

Fornasetti l’artista alchimista e la bottega fantastica”


Figlio di Piero Fornasetti, uno dei geni creativi più eclettici del ‘900, Barnaba Fornasetti, nato a Milano nel 1950, inizia la sua collaborazione con il padre all’età di quattro anni, quando gli dona una margherita adagiata su una foglia di ortensia, divenuti immediatamente il tema decorativo di un vassoio Fornasetti.

Dopo l’Accademia delle Belle Arti di Brera, collabora con Ken Scott e con Mondadori. Nel 1974 lascia Milano per la Toscana dove ristruttura casali fino al 1982, quando torna a lavorare al fianco del padre a tempo pieno.

Nel 1988, in seguito alla morte di Piero, Barnaba prende in mano le redini dell’attività continuandone la tradizione e iniziando anche delle licenze, come nel caso per esempio delle piastrelle di ceramica, tessuti, cravatte, lampade, tappeti, parquet e carte da parati.

Al centro di parecchie mostre e scritti, Fornasetti è celebrato in molti paesi del mondo per la sua fantastica creatività e per una concezione sofisticata a tiratura limitata del design.

Importante tributo alla storia di Fornasetti è la monografia in due volumi “Fornasetti: l’artista alchimista e la bottega fantastica” edito da Electa nel 2009, poi tradotta e pubblicata in inglese da Rizzoli new York nel 2010 con il titolo “Fornasetti the complete Universe.  Nel 2016 ne uscirà una nuova edizione ampliata.

Nel 2013 il Triennale Design Museum dedica una mostra a Fornasetti, curata da Barnaba, in occasione del centenario della nascita di Piero dal titolo “Piero Fornasetti. Cento anni di follia pratica” poi riproposta – in maniera più ampia – al Musée des Arts Décoratifs di Parigi nel 2015 con il titolo “Piero Fornasetti: la folie pratique”. La prossima tappa di questa mostra itinerante sarà al Dongdaemun Design Plaza di Seoul da novembre 2016 a marzo 2017.

L’ultima creazione artistica di Barnaba Fornasetti è: “Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte.

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Praga, 29 ottobre 1787: il Teatro e la città intera sono protagonisti di un momento cruciale e indelebile nella storia della musica e della cultura: va in scena per la prima volta il “Don Giovanni”, un’opera rivoluzionaria dai suoni inauditi. Scritta da Wolfgang Amadeus Mozart all’età di 31 anni su libretto di Lorenzo Da Ponte, quest’opera lirica è considerata uno dei massimi capolavori del compositore austriaco e segna la nascita di un mito moderno: il mito di Don Giovanni che, da quel giorno, non ha mai smesso di crescere, stimolando, turbando, spaventando e commuovendo il mondo intero.

Milano, dicembre 2016: sono trascorsi duecentoventinove anni da quella rappresentazione e, per la prima volta in Italia, tornano a vibrare quei suoni e gli strumenti originali per cui Mozart ha concepito il suo capolavoro. Grazie a un team di artisti eccellenti ed eterogenei di cui Fornasetti si fa catalizzatore, le autentiche e infinite potenzialità dell’opera sono ripristinate e la grandezza della sua partitura originaria è nuovamente rispettata.

L’opera, così come proposta da questo inedito gruppo di lavoro, si sottrae a ogni tentativo di farne una rappresentazione consueta e cela al suo interno un sogno che unisce un insieme di artisti stretti in un patto transcreativo; personalità che danno forma a un progetto in cui le visioni del singolo concorrono a costituire un unico e inscindibile soggetto.  Follia e ingegno sono accostate al desiderio di non voler stupire, ma di dichiarare semplicemente il proprio essere.